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Racconto-saggio, unico nel suo genere, pubblicato a Milano nel 2003. Il volume è reperibile presso decine di biblioteche italiane:


Banda, che passione! - Biblioteche


L'opera


Il libro racconta l'esperienza dell'autore musicante-clarinettista in piccole bande di paese. La prima parte, scritta durante gli anni del politecnico, è interamente dedicata al complesso bandistico del suo paese d'origine San Donato di Ninea. Inattiva da circa trent'anni, la banda di San Donato fu ricostituita negli anni Ottanta da un gruppo di vecchi musicanti. E in quel piccolo centro di montagna dove non accadeva mai niente e la vita scorreva sempre uguale e monotona, l'entusiasmo fu grande. “Per le strade, in piazza, nei bar, non si parlava d’altro: i commenti, le battute sui musicanti e su tutto ciò che accadeva nella banda si sprecavano”. Inizia così un itinerario di luoghi e tradizioni, “ed ecco le vivaci descrizioni,” scrive Fortunato Valenzise “alcune di valore folcloristico, di piccoli paesi, di feste patronali, e di altri eventi...”. Lo spirito che viene trasmesso al lettore è quello di un ragazzino di dodici-tredici anni che vive l'esperienza bandistica come un percorso di formazione. Tutto appare come una scoperta. Gli eventi, le situazioni, i personaggi sono resi con lo sguardo e lo stupore di quel ragazzino: il lettore diviene partecipe delle sue emozioni più autentiche.


La seconda parte è dedicata alle esperienze più recenti. Quel ragazzino è ormai cresciuto, si è laureato in ingegneria elettronica e dopo una lunga pausa ritorna per un breve periodo nella sua banda. Ma molte cose non sono più le stesse. Alcuni vecchi musicanti, protagonisti della prima parte del racconto sono morti; altri si sono ritirati. Anche fra i giovani molti hanno lasciato il gruppo, che sembra ormai sul punto di sciogliersi, come era accaduto negli anni Cinquanta per via dell'emigrazione. C'è un evento degno di nota cui l'autore dedica un ampio spazio, evidenziandone la forte valenza simbolica: un gemellaggio con la banda della cittadina piemontese Venaria Reale, dove da anni risiede una comunità di sandonatesi. Dopo un cenno all'esperienza vissuta con la banda di Acireale, l'ultimo capitolo è dedicato al periodo trascorso in quella di Gorgonzola, nel milanese, dove l'autore si trasferisce per motivi di lavoro. Non mancano confronti e considerazioni, talora di carattere saggistico, sui diversi contesti osservati. 


Recensione Calabria Sconosciuta