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Pasquale Giannino

Nato a Cosenza nel 1972, trascorre l'infanzia e parte dell'adolescenza a San Donato di Ninea, antichissimo borgo del Pollino calabrese. Consegue la maturità scientifica, quindi si laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino. Inizia a lavorare in ambito ricerca e sviluppo presso importanti multinazionali. La sua opera prima è un racconto-saggio sulla propria esperienza di clarinettista in piccole bande di paese: “Banda, che passione!”. Scritta in parte durante gli anni del politecnico, essa vede la luce nel 2003. Si tratta di un “simpatico volumetto” come lo definisce Fortunato Valenzise, “che peraltro mantiene il tono fresco e frizzante che pervade tutte le novanta pagine”. 


Negli anni successivi decine di suoi racconti appaiono su siti e blog letterari nonché su riviste cartacee. Incontra a Genova lo scrittore e pittore calabrese Vincenzo Guerrazzi. Si interessa alla sua opera, gli dedica alcuni articoli. Conosce l'artista e scrittore romagnolo Gian Ruggero Manzoni, che ospita alcuni suoi testi nel suo blog. Frattanto si cimenta nella stesura di Ritorno al sud, romanzo breve ma complesso e profondo, che sarà pubblicato nel 2011 da Armando Curcio Editore. Scrive Alessandro Amodio: “È una storia di vita, che assomiglia molto a quella contenuta negli inconfondibili tratti 'alvariani'".


Dal primo settembre 2015 è insegnante di ruolo alle superiori. 


Nel 2020 inizia a collaborare con la storica rivista di approfondimento culturale e politico MicroMega, pubblicando nel blog filosofico della testata il saggio Dio gioca a dadi?.


L'anno dopo interviene con l'articolo La conoscenza e i suoi nemici, nell'acceso dibattito su pandemia e fake news, polemizzando sulle posizioni no-vax di Giorgio Agamben e Massimo Cacciari.


Nel 2022 torna a cimentarsi nella critica letteraria, con l'articolo La follia della guerra in un grande romanzo del Novecento, dedicato all'opera che valse nel '77 il Premio Campiello a Saverio Strati: Il selvaggio di Santa Venere.


La rivista Critica Liberale pubblica il suo articolo La guerra un residuo di barbarie.